Incroci fortuiti del dove e del quando (5)

Stava leggendo uno dei suoi amati romanzi di fantasia. La sua attenzione era così intensa che non si accorse del suono del telefono, benché lo avesse accanto. Solo dopo numerosi squilli vi fece mente locale, posò il volume con un piccolo moto di impazienza e prese il ricevitore. Una voce conosciuta dall’altra parte della cornetta esaurì in fretta i saluti e senza attendere replica all’abituale “come stai” cominciò a criticare la sua scarsa propensione alla vita sociale e ai doveri conseguenti, quindi chiese qualcosa con insistenza. Rispose a voce alta alla domanda di uno dei personaggi del libro.

 

 

 

Jack David Hubbell, "Reading", da http://www.ironixt.com/reading-dscf7128-2/#prettyPhoto

Jack David Hubbell, “Reading”, da http://www.ironixt.com/reading-dscf7128-2/#prettyPhoto

foto presa dal web

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foto mia

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TK. KIM, La Pluie, da http://tkkimblog.wordpress.com/

TK. KIM, “La pluie”, da http://tkkimblog.wordpress.com/

Henri Cartier Bresson, "Reading", da https://grecobello8id.wordpress.com/

Henri Cartier Bresson, “Reading”, da https://grecobello8id.wordpress.com/

Foto di Irina Ionesco, da https://grecobello8id.wordpress.com/

Foto di Irina Ionesco, da https://grecobello8id.wordpress.com/

Il “bonus bebè” riveduto e corretto

Chiedo scusa in anticipo alle donne: magari mi sto intromettendo nel loro “campo”. Ma non posso fare a meno di dire francamente che se fossi al loro posto chiederei al premier Renzi, che promette 80 euro alle neo o alle future mamme, ossia un “bonus bebè” berlusconiano riveduto e corretto: “Ma mi prendi per il culo?”

Se io fossi una donna che vuole mettere al mondo figli, infatti, dovrei fare i conti con ben altro. In quanto lavoratrice stabilizzata non potrei fare carriera perché avrei da dedicare tempo al o ai bebè (oltre che al marito, agli anziani di casa, alla casa stessa…), mentre uffici, aziende e quant’altro pretendono dedizione esclusiva al lavoro e alla carriera, appunto. E se non mi posso permettere camerieri o baby sitter…

Se fossi una precaria e desiderassi diventare mamma non verrei più chiamata per i periodi di lavoro quotidiano, notturno, domenicale, festivo; e se avessi un contratto a termine o a chiamata finirei per non essere più chiamata, va da sé.

Se poi passasse (come passerà, purtroppo per tutti) la riforma del lavoro, con lo svuotamento dell’articolo 18, potrei essere licenziata per “motivi economici” con un semplice indennizzo. Ma si sa, gli imprenditori devono avere la serenità, la sicurezza di potere prendere e mollare manodopera come meglio credono, quando pare loro, e una donna che deve restare a casa o tornarci in anticipo o arrivare in ritardo al lavoro per allattare, pulire la pipì e la cacca del piccolo, fare fronte ai suoi malanni… via, non è certo produttiva, non aiuta la nazione a svilupparsi.

Se fossi disoccupata o casalinga, poi, presumo che gli 80 euro nemmeno mi toccherebbero. E anche se mi toccassero, 80 euro che cosa sposterebbero? E per le altre sarebbe lo stesso, penso.  Allora, di che cosa stiamo parlando?

Allora, caro premier, direi se fossi una donna: davvero, mi prendi per il culo? Ma posso dirlo anche se non sono una donna, in realtà, per tanti altri motivi.

 

 

 

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Incroci fortuiti del dove e del quando (4)

Proprio una bella giornata, pensava. L’auto filava che era un piacere, la visibilità era perfetta, ogni tanto suonava il cellulare e aveva piacevoli conversazioni con amici, a tratti ridendo a crepapelle per qualche battuta di spirito. Dopo l’ultima chiamata spense il telefonino e posandolo sul sedile del passeggero pensò di nuovo che era una bella giornata, aveva la strada tutta per sé, sentiva di potere fare ogni cosa, che non avrebbe avuto intoppi, contrattempi, delusioni o, peggio, malumori. Come se nella sua vita tutti i limiti si fossero dissolti all’improvviso. Proprio un gran giorno, si disse a fior di labbra mentre metteva la radio a tutto volume e un cane attraversava di colpo la strada.

 

 

 

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elaborazione di una foto presa dal web

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Incroci fortuiti del dove e del quando (3)

Fra di loro c’era un’amicizia di vecchia data. Avevano studiato insieme e facevano lo stesso mestiere nel campo delle libere professioni. Era stato pubblicato un bando che richiedeva prestazioni proprio nel loro settore e vi parteciparono depositando due distinte offerte. Stilata la graduatoria, scoprirono che i loro progetti si erano classificati primi a pari merito. Ma era chiaro che uno solo di questi sarebbe stato scelto. Cominciarono a guardarsi in cagnesco quando si incontravano.

 

 

 

Foto di Paolo Gioli, da http://grecobello8id.wordpress.com/

Foto di Paolo Gioli, da http://grecobello8id.wordpress.com/

Foto di Duane Michals, da http://grecobello8id.wordpress.com/

Foto di Duane Michals, da http://grecobello8id.wordpress.com/

elaborazione di foto prese dal web

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foto presa dal web e modificata

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Ulay &  Marina Abramovic, da AAA-AAA, 1978

Ulay & Marina Abramovic, da AAA-AAA, 1978

Incroci fortuiti del dove e del quando (2)

Stava scegliendo un pacco di biscotti per la colazione quando avvertì su un’anca l’urto violento di un carrello e si sentì proiettare bruscamente in avanti. Incespicò e dovette appoggiarsi allo scaffale per non cadere. C’era molta gente nel supermercato ma nessuno sembrava avere fatto caso alla scena. Una volta recuperato l’equilibrio si voltò a osservare la figura che si stava allontanando con passo deciso, spingendo il carrello davanti a sé. Non una parola di scuse, nemmeno una parola in realtà. Forse neanche uno sguardo, seppure di sfuggita. La figura scomparve tra la folla mentre stava ancora articolando un’espressione d’odio.

 

 

 

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foto tratta dal blog della multiartista francese TK. KIM: http://tkkimblog.wordpress.com/

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