La grande poesia e il disagio di stare al mondo: Nerval

El Desdichado

 

Io sono il tenebroso, – il vedovo, – lo sconsolato,
Il principe di Aquitania dalla torre abolita:
La mia unica stella è morta, – e il mio liuto
E’ stellato del sole nero della melanconia.

 

Nella notte del sepolcro, tu che mi hai consolato,
Rendimi Posillipo e il mare d’Italia,
Il fiore che al mio cuore sconfortato tanto piaceva,
La spalliera ove il pampine s’intreccia alla rosa.

 

Sono Amore o Febo?… Lusignano o Byron?
Ho rossa ancora la fronte del bacio della regina;
Ho sognato nella grotta ove nuota la sirena…

 

E due volte ho traversato vincitore l’Acheronte:
Modulando ad ora ad ora sulla lira d’Orfeo
I sospiri della santa e i gridi della fata.

 

 

Gerard de Nerval, da Le chimere, traduzione di Alessandro Parronchi

 

 

 

Una scena del film "El bufalo de la noche", di Jorge Hernandez Aldana, Messico, 2007, tratto dall'omonimo romanzo di  Guillermo Arriaga

Una scena del film “El bufalo de la noche”, di Jorge Hernandez Aldana, Messico, 2007, tratto dall’omonimo romanzo di Guillermo Arriaga

Agnés Weber, What remains, http://agnesweber.blogspot.it/

Agnés Weber, What remains, http://agnesweber.blogspot.it/

Man Ray, Marcel Duchamp avec Nu (ca. 1920)

Man Ray, Marcel Duchamp avec Nu (ca. 1920)

Geometrie dello spazio – XXVII

quattro cinque tante infinite dimensioni dello spazio che nessuna matita è in grado di rappresentare e che la mente non riesce a concepire se non tramite funzioni formule matematiche geometrie dello spazio inimmaginabili invivibili se non quando ci si convince di fare sesso con un alieno dotato per esempio di una coda da caimano da canguro un grugno occhi spiritati denti aguzzi ali e che non si capisce se è maschio o femmina se agisce da maschio oppure da femmina ma forse è entrambe le cose o magari anche altro ma poi a che serve chiederselo se ci si lascia precipitare liberamente nell’ignoto dell’indistinguibilità della mescolanza non è il genere ma quell’essere passa da un genere all’altro o è di ogni genere seppure la forma è di piovra di ameba di qualsiasi altra cosa che ci si possa aspettare o meno che si può conoscere classificare o meno tante tante infinite dimensioni dell’esserci e dell’abitare un luogo uno spazio una convivenza una vicinanza un incontro ma accade quasi allo stesso modo quando si fa sesso con un altro essere simile a sé e si è a tratti maschi a tratti femmine e si agisce ora come l’uno ora come l’altro senza alcuna distinzione e pure se si vuole da gay da lesbiche da travestiti da transessuali o che altro o anche tutte queste cose insieme al di là del genere al di là di ogni genere o meglio impersonando tutti i generi insieme nello stesso tempo o in tempi diversi tante dimensioni non si sa se infinite ma tante tante e tutte agenti nel medesimo spazio che diviene impossibile a quel punto da misurare classificare suddividere in dimensioni distinguibili le incognite le incognite ne sono state aggiunte sempre di nuove sempre di altre e diverse tanto che l’equazione si allunga si complica per la mente ma per il corpo è semplice se ci si pensa un attimo è semplice è vivere ogni dimensione e basta non gli serve a nulla dividerle distinguerle classificarle basta viverne ognuna o viverle tutte insieme quantunque siano così tante da non poterle contare e lo spazio non basta più alla mente però basta al corpo sembra quasi un miracolo ma lo spazio basta all’elemento che chiede spazio cioè al corpo mentre non basta al fattore che invece in apparenza di spazio non ha bisogno ossia la mente e invece ne ha un bisogno urgente impellente meglio ancora spasmodico la mente chiede spazio e non lo trova il corpo invece lo trova lo cava da qualche parte e senza troppa fatica se lo prende se ne appropria offrendolo pure alla mente se lo accetta lo fa istintivamente anche se non è detto che la mente lo accetti a volte la mente si chiude si veste di una verginità adamantina talmente ottusa da scoraggiare ogni tentativo di penetrarvi una verginità che è vanto orgoglio contenitore di dignità di amor proprio quanto allo stesso tempo limite degrado della conoscenza che potrebbe essere e che non è la mente insomma oppone un rifiuto una stasi una resa una verginità da gigolò o da puttana che vegeta nella contemplazione di sé e del proprio guadagno nell’orgoglio dell’esporsi del vantarsi proprio mentre il corpo agisce semplicemente come quello di un gigolò di una puttana di un travestito di un transessuale e spara beatitudini angeliche innocenza amorale amorosa in tutto lo spazio intorno concependo infinite dimensioni possibili riempiendole con i suoi orgasmi con i suoi umori lo sperma il sudore la merda il piscio i peti i rutti ogni pratica sadomaso pensabile e impensabile i raffreddori la tosse la febbre le malattie più o meno abituali o rare e in questo modo non fa altro che moltiplicare lo stesso spazio perfino quando a prima vista sembra che basti appena a respirare a sudare a cacare a pisciare a eiaculare a venire in spasimi per poi andarsene a letto la sera chiedendosi che cosa si è combinato di nuovo di buono di giusto ma quella è la mente che si insinua nel corpo mentre il corpo il nuovo il buono il giusto lo trova lo compie senza togliere spazio anzi dando altro spazio alla mente che però non lo vuole ma il corpo lo trova lo compie lo elabora parafrasando scimmiottando la mente disseminandosi in dimensioni multiple di esistenza anche se a prima vista non si colgono né con la mente e nemmeno con i sensi se solo alla mente e non anche all’istinto o al corpo sono collegati

 

 

 

foto presa dal web

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Man Ray, Juliet & Margaret Nieman, 1945

Man Ray, Juliet & Margaret Nieman, 1945

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Man Ray, The Fantasies of Mr. Seabrook with Suzy Solidor (1930)

Ma Ray, Self Portrait with Meret Oppenheim (1933)

Ma Ray, Self Portrait with Meret Oppenheim (1933)

foto presa dal web, modificata ed elaborata

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Geometrie dello spazio – XXVI

non fidarsi dei soli sensi per cogliere lo spazio intorno ma nemmeno totalmente della ragione usare invece l’intuizione geometrica dei corpi cercando di morire vergini*

 

*Si dice che morì vergine il grande filosofo olandese Baruch Spinoza (1632-1677)

 

 

 

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Geometrie dello spazio – XXV

assi cartesiani sbilenchi le coordinate sembrano corrette ma deviano e non indicano quello che ci si aspetta ossia un punto o una forma conosciuti è tutt’altro è tutt’altro un’altra cosa un altro essere un volto coperto dalle fattezze di una maschera che nel momento in cui se la toglie mostra identiche fattezze esattamente lo stesso viso ma non l’individuo che sembrava tutt’altro uno che ride e invece ha pensieri crudeli rivolge uno sguardo di comprensione e tira fuori un’arma fa un gesto suadente e vuole dominare comandare sottomettere dice una cosa e ne intende esattamente un’altra del tutto diversa dice quest’altra cosa senza curarsi di avere detto poco prima l’esatto contrario e non ha il minimo sospetto di contraddirsi anzi nega con decisione di essersi contraddetto sostenendo di dire sempre la verità e forse ci sono anche momenti in cui la dice ma a quel punto non ci si crede più si pensa che abbia inteso altro forse proprio l’esatto contrario e allora ci si chiede chi è che stravolge ogni cosa se chi parla o chi ascolta se chi guarda oppure chi è guardato o sfiorato o toccato con una sensazione di freddo intenso di gelo non ci si fida giocoforza di nessuno nemmeno di ciò che si può vedere sentire ascoltare toccare non ci si fida si sogna magari la notte una figura eterea fumosa e viene il sospetto che sia questa in realtà a sognare noi o ci si figura un fantasma un morto sospeso e subito dopo sorge il dubbio che i veri morti i fantasmi siamo noi semplici apparizioni sospese e ci si guarda intorno camminando per strada facendo qualsiasi cosa si avverte una minaccia una minaccia qualunque che incombe su di noi a ogni ora del giorno e della notte ci si sente di vivere come in una perenne menzogna ogni parola ogni frase che si sente pronunciare la si intende come strumentale si avverte che vuole dire qualche altra cosa che non afferriamo che ci inquieta come sulle strade gli scarichi della auto i clacson i rumori la confusione la gente che ci urta e pretende la scuse ogni cosa diventa strumentale oppure siamo noi stessi e interpretarla strumentalmente la interpretiamo come vogliamo ovvero come crediamo perfino che sia giusto non potendoci fidare proprio di nessuno è paranoia reale paranoia vedere ciò che non c’è o non credere a ciò che appare e in fondo non è che abbiamo tutti i torti a pensarci a non fidarci nemmeno dei conoscenti degli amici dei parenti stretti padri madri figli genitori fratelli sorelle mogli mariti conviventi fidanzati fidanzate e quant’altro ma meno che mai guardando sentendo leggendo ciò che viene vomitato sui media da politici personalità culturali dello spettacolo dello sport dell’imprenditoria gente ricca e privilegiata o che vuole essere ricca e privilegiata o desidera essere ancora più ricca e privilegiata prevaricando calpestando gli altri la paranoia dilaga a torto o a ragione però più spesso a ragione viene di pensare a questo punto che la conoscenza la comunicazione anche l’espressione letteraria e artistica perché no nella nostra testa o nella realtà ha una sua particolare geometria si sviluppa per frattali con unità elementari munite di senso ma che se si sommano si moltiplicano si sviluppano in formule matematiche assumono andamenti caotici tipici dei sistemi dinamici mai un risultato certo si ripetono perennemente uguali a se stesse ma nello stesso tempo producono caos confusione incomprensione interrogativi incalcolabilità risultano in tal modo difficili da definire e in tal modo favoriscono l’incredulità il sospetto lo sguardo diffidente la paranoia totale e il bello è che possono svilupparsi indefinitamente nello spazio non ci si crede e tuttavia si vedono e si temono e pure si corteggiano perché non credere per definizione è il sistema più adatto a una vita immersa nella menzogna credere che ognuno sia altro da ciò che afferma e mostra e credere se stessi un’altra cosa da ciò che vedono gli altri ma anche da ciò che noi stessi vediamo paranoia paranoia come normalità di esistenza come camminare per strada parlando da soli a voce alta e poi si scopre che si sta parlando dentro un telefonino e non c’è niente di anormale anzi è anormale chi non lo fa e se ne stupisce chi ci vede segni di una follia che dilaga sempre più che riempie ogni cosa moltiplicando elementi elementari del tutto uguali a se stessi in sistemi dinamici caotici che riempiono sembra l’intero spazio disponibile lo saturano e ci soffocano quasi ci tolgono aria respiro fermano il cuore paralizzano il corpo sospeso in una specie di morte per sospensione paralisi catalessi anche se in apparenza vediamo intorno a noi immensi spazi del tutto liberi sgombri di persone e cose e cielo e nuvole e terra e piante e qualsiasi altra cosa come se fossimo in un gigantesco spazio planetario e allo stesso tempo il non credere il non fidarci la totale paranoia ci tengono le dita serrate alla gola facendoci mancare il respiro ci strangolano a riprova del fatto che in definitiva viviamo immersi in uno spazio deliberatamente o inavvertitamente opinabile

 

 

 

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Peter-Summers, Sexy Male Nude, may 25-11-0212, da http://marlenboro.com/male-nude-photography-johnny-leeks-gets-sticky/

Peter-Summers, Sexy Male Nude, may 25-11-0212, da http://marlenboro.com/male-nude-photography-johnny-leeks-gets-sticky/

Marcus J. Ranum,  Stehende nackte Frau mit einer Gasmaske (ohne Filter), in Handschellen, da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nude_Gas_Mask_Girl_1_by_Mjranum_Stock.jpg?uselang=it

Marcus J. Ranum, Stehende nackte Frau mit einer Gasmaske (ohne Filter), in Handschellen, da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nude_Gas_Mask_Girl_1_by_Mjranum_Stock.jpg?uselang=it

Nozomi Kurahashi, da http://www.nozomikurahashi.net/

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Geometrie dello spazio -XXIV

spazioXXIV

 

 

 

 

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