L’universale potenza (in potenza) del corpo umano: ancora James Joyce

STEPHEN

 

(…) E quindi il gesto, non la musica, e neppure gli odori, sarebbe un linguaggio universale, il dono delle lingue che rende visibile non il senso corrente bensì la prima entelechia, il ritmo strutturale.

 

(…)

 

 

BLOOM

 

Nel mio programma ho la riforma della morale municipale e i dieci comandamenti puri e semplici. Mondi nuovi al posto dei vecchi. Unione di tutti gli uomini, ebrei, mussulmani e gentili. Tre jugeri e una mucca per ogni figlio di natura. Autocarri funebri tipo berlina. Lavoro manuale obbligatorio per tutti. Tutti i parchi aperti al pubblico giorno e notte. Lavapiatti elettrici. Tubercolosi, follia, guerra e mendicità devono cessare da oggi. Amnistia generale, carnevale settimanale, con libertà di mascherarsi, gratifiche a tutti, esperanto, fratellanza universale. Basta col patriottismo dei politici da caffè e degli impostori ipertrofici. Libero denaro, libero amore, e libera chiesa laica in libero stato laico.

 

O’MADDEN BURKE

 

Libera volpe in libero pollaio.

 

(…)

 

BLOOM

 

Razze miste e matrimonio misto!

 

LENEHAN

 

E perché non bagni misti?

 

 

 

(James Joyce, Ulisse, 1922, edizione italiana Mondadori, 1960, traduzione di Giulio De Angelis)

 

 

 

 

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