Novelle in poche righe – Cambio d’abito

Non era rasato: si sarebbero notate le radici dei peli appena sotto l’epidermide. E poi la pelle non era lucida, troppo lucida: chi si radeva il corpo il più delle volte aveva l’abitudine di cospargerselo di creme, unguenti, oli, l’aveva notato varie volte. E non gli aveva mai fatto una buona impressione, fra l’altro. Quel tipo invece era proprio glabro, del tutto privo di capelli e della pur minima traccia di peluria. Ovunque. L’aveva attirato proprio questo, all’ingresso nello spogliatoio: si era subito trovato davanti quel corpo… più nudo degli altri, non sapeva definirlo diversamente, e dal quale adesso non riusciva a staccare gli occhi.

Non che gli apparisse come una donna, però. Al contrario, semmai. Era come se prive dell’ombra scura dei peli le membra maschili di quell’uomo fossero meglio in evidenza. Le braccia, le cosce, i glutei di un bianco quasi abbacinante. E il pene. Un grumo di carne dall’aspetto sodo, più degli altri che aveva visto fin ad allora, seppure in totale posizione di riposo. Forse perché più esposto, perché libero dalla pelliccia del pube che ne avrebbe occultato la base e l’attaccatura dello scroto. Una sorta di scultura viva. In attesa, gli venne di pensare. Sì, in attesa, voleva pensare.

Era la prima volta che gli capitava di osservare il membro di un uomo con un tale trasporto. E di desiderare, soprattutto, di prenderlo fra le mani, ma non solo, di esplorarlo in ogni piega e in diversi modi. La bocca, pure. Prenderlo sulla lingua e ingoiarlo pian piano disegnandone i contorni con le labbra, assaporarne l’aroma, l’umore denso. E di farsi esplorare il corpo, il suo corpo peloso anche se non così tanto, da quella carne nuda. Nuda e compatta. Con sorpresa anche maggiore si trovò a fantasticare di sentire quel membro dentro di sé, fra le natiche, in fondo al ventre. Lo sfregamento, il calore, l’umido. Mentre non sentiva il bisogno di violarlo, solo di carezzargli le natiche, la pelle glabra. Era la prima volta che gli accadeva di desiderare un altro uomo, e così intensamente. Così diverso da sé. E mentre anche lui era ormai completamente nudo, dovette girarsi per nascondergli il principio di erezione che non riusciva a tenere a bada.

Non si era mai depilata. Ne fu subito certa notando, appena entrata nello spogliatoio, lo strato d’ombra che le ricopriva braccia, ascelle, pube, cosce, polpacci. Pareva seta, sotto la luce artificiale, non erano i duri spuntoni della ricrescita dopo il taglio. Aveva sempre sentito dire che le donne non rasate facevano senso, ribrezzo. Era obbligatorio disfarsi della pelliccia naturale, quindi. E lei lo aveva sempre fatto, anche se in realtà non ne aveva un gran bisogno. Ma lo faceva regolarmente.

La donna nuda davanti a lei invece non la vedeva così, con ogni probabilità. Anche a giudicare dai suoi movimenti disinvolti. Indifferenti, credette. E non lo pensava nemmeno lei, si accorse proprio in quel momento. Anzi, era come se la lucentezza dei peli che lo coprivano dessero al corpo della donna un’aura diversa, un aspetto sempre femminile, sì, però anche più… ricco, pieno. Quasi un ornamento. Parti delle membra che restavano nascoste come dietro un velo prezioso. La vagina, soprattutto, oltre all’attaccatura delle natiche con le cosce. E il fondo schiena, gli arti.

Ma era la vulva ad attirare maggiormente il suo sguardo. A turbarla. Proprio perché ne poteva vedere ben poco: le labbra, appena. Il clitoride occultato così come le parti più morbide. Non aveva mai desiderato prima un’altra donna, si disse dopo averci pensato su. Mai prima di allora e mai con quella improvvisa consapevolezza, benché con la mente confusa. Una voglia quasi irresistibile di toccarla, di carezzarne la seta della peluria con le punte delle dita e poi con le mani aperte, pronte ad ogni nuova sensazione tattile. A frugarne le parti più folte in cerca della carne, di sicuro molto calda perché coperta, e certamente… sì, doveva essere, come dire, pastosa, anche trasparente, indifesa là sotto, timorosa eppure in attesa di essere stanata. Vibrante al contatto con le dita e con la lingua, ne era sicura. E stava vibrando anche lei ora, immaginando quel corpo sotto e sopra il suo. Le sue dita, la sua lingua, i suoi peli morbidi. Allacciate. Vibrava di eccitazione al punto che temette di bagnarsi e si affrettò a indossare le mutandine. Avrebbe dovuto ritenerla una specie di mostro, pensava, un animale, un fenomeno da baraccone, e invece ne era carnalmente attratta. Carnalmente.

Uscirono tutti e quattro dagli spogliatoi, quello degli uomini e quello delle donne. Uscirono quasi contemporaneamente guardandosi intorno per un istante al primo contatto con la luce naturale. Un attimo di smarrimento notando ognuno la presenza degli altri accanto a sé.

Subito dopo ciascuno imboccò la sua strada.

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...