Gaargh di una parte o di nulla sostanza

passioni poetiche sensi a parte
ragione ratio in parte estrema
parole di parte vocaboli verba
per una parte noli me tangere
è meglio che muori da un’altra parte

così che
il mio occhio
non veda
non dolga
non si dolga
non si tolga
la pagliuzza
che pizzica
per poetizzare
liricamente
liberamente
socialmente

imbevendo chi legge
del mio denso nulla

tangibile
nel corpo
quando va
di corpo

 

 

 

foto presa dal web

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foto presa dal web, modificata ed elaborata

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foto presa dal web

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Daniel Bauer, da Yana and the Crazy Bathroom, http://www.daniel-bauer.com/en/yana_crazy_nudes_bath.html

Daniel Bauer, da Yana and the Crazy Bathroom, http://www.daniel-bauer.com/en/yana_crazy_nudes_bath.html

Gordon Denman, dalla serie Blowjob

Gordon Denman, dalla serie Blowjob

Claude Fauville, da Pisseuses (1999), via http://submission-life.livejournal.com/308898.html

Claude Fauville, da Pisseuses (1999), via http://submission-life.livejournal.com/308898.html

Claude Fauville, da Pisseuses (1999), via http://submission-life.livejournal.com/308898.html

Claude Fauville, da Pisseuses (1999), via http://submission-life.livejournal.com/308898.html

Gaargh di associazioni somatomatiche

sei per tre
sai per te
sai per tre
sei per te
autoreferente
come succo
di ficodindia
un individuo
una nazione
nessun altrove
peluria rada
capelli chiari
ma si apprezzano
anche rossicci
per un integrale
da definire
ma a priori
finché non c’è
da calcolare
la diagonale
di un quadrato
che galleggia
che fluttua
in moneta
soverchiante
arrotondata
a prescindere

 

 

 

Francesca Woodman, da http://grigiabot.tumblr.com/

Francesca Woodman, da http://grigiabot.tumblr.com/

Erwin Blumenfeld, Shadow Profile Behind Veil (1943), da http://grigiabot.tumblr.com/

Erwin Blumenfeld, Shadow Profile Behind Veil (1943), da http://grigiabot.tumblr.com/

foto presa dal web

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foto presa dal web e modificat

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foto presa dal web

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foto presa dal web, modificata ed elaborata

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František Drtikol

František Drtikol

František Drtikol, Composition

František Drtikol, Composition

foto presa dal web, modificata ed elaborata

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foto presa dal web

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Gaargh per qualche altra cosa

frenesia di essere da un’altra parte

per noia
per fuga
stanchezza
intolleranza
oramai
temperata

stante l’idea di gaargh
che non spiega niente
tavola apparecchiata
scopa stretta a un angolo
genitali in allerta

 

 

foto presa dal web

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nudo vintage spagnolo (foto presa dal web)

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Chloë des Lysses, ex pornoattrice e modella francese, ora fotografa, da http://g.e-hentai.org/g/242606/1f7894f7ac/

Chloë des Lysses, ex pornoattrice e modella francese, ora fotografa, da http://g.e-hentai.org/g/242606/1f7894f7ac/

Masturbarsi (ma non solo) con un romanzo di Don DeLillo

A chi denigra il desiderio di masturbazione, parla di sessuopatia o di sessodipendenza, disprezza il corpo a vantaggio del cervello, sottovaluta (o così sostiene) gli istinti erotici riempiendosi la bocca con parole come “cultura”, “buon gusto”, intelletto, ragione, pensiero e simili, contrapponendole alla pornografia, si può rispondere che ci sono parole, frasi, passi letterari che a volte agiscono né più e né meno che come una masturbazione, che ci si può masturbare quindi con il cervello oltre che con il corpo, che si può godere e si possono avere anche veri e propri orgasmi davanti a brani letterari, come al cospetto di opere d’arte, di cinema, teatro, musica che stimolano fortemente i sensi attraverso le sinapsi. Certo, devono essere grandi opere, di grandi (o comunque dignitosi) autori o autrici. Come l’americano Don Delillo, per esempio, di cui mi sono occupato ripetutamente in questo blog e di cui è recentemente uscito un romanzo nuovo per l’Italia, ma non per gli Usa e i Paesi di lingua inglese (e probabilmente non solo), “End zone”. Un testo che letteralmente provoca orgasmi, onde di piacere intenso, e del quale conto di scrivere qualcosa più avanti, non appena avrò finito di leggerlo. Ma il brano che riporto qui sotto dà già un’idea (per chi saprà o vorrà apprezzarlo, beninteso) del godimento, psichico e fisico, che è in grado di provocare. Orgasmi da elucubrazioni mentali ma con una solida base materiale, come del resto si può facilmente verificare. Una base che rappresenta adeguatamente lo stato del mondo nel quale tuttora viviamo.

 

 

“Il sole. Il deserto. Il cielo. Il silenzio. Le pietre piatte. Gli insetti. Il vento e le nuvole. La luna. Le stelle. L’occidente e l’oriente. Il canto, il colore, l’odore della terra.

(…)

Ripresi a contare i passi. (…) Poi vidi qualcosa che mi riempì di terrore. Rimasi immobile, come se il movimento potesse impedirmi di capire a fondo quell’attimo. A tre metri da me: escrementi, un mucchietto basso, normalissima cacca, che però in quella landa desolata appariva strana e schifosa, forse l’unica cosa che non tradisse la sua definizione. Cercai di non guardarla. Trattenni il respiro, per paura potesse ancora aleggiare in quel punto. E ordinai ai miei sensi di ignorare quell’esperienza lasciandola al vento e alla polvere. C’era l’arte intagliata di una maledizione in quello spettacolo. Aveva qualcosa di schiacciante, un gesto terminale, nullità nel vero senso della parola, merda come di cani accosciati vicino a carogne mezze divorate, marciume che si ripete; defecazione, come di vecchie che insudiciano i letti negli ospizi; feci, come campione, specimen, analisi, diagnosi, crude valutazioni di malattie intestinali; sterco, come paglia secca che pullula di uova microscopiche; escrementi come l’evacuazione di materia finale, il puzzo chimico dell’io interrotto; frattaglie, come intestini di animali macellati, lucidi di merda e sangue; merda ovunque, merda nel cielo della vita, merda come terra come cibo come merda, uomini saggi seduti impassibili in mezzo alla merda, eserciti che si ritirano circondati dal tanfo, merda come storia, santi che pregano la merda, scienziati che l’assaggiano, volumi da compilare su colore, consistenza, odore, l’infinita ingannevolezza della merda, ovunque questo sussurro di inesistenza.”

 

Don Delillo, da End zone, 1972, edizione italiana Einaudi, 2014, traduzione di Federica Aceto

 

 

 

Agnès Weber, Insostenibile leggerezza dell'essere, da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, Insostenibile leggerezza dell’essere, da http://agnesweber.blogspot.it/

Scarabaeus Laticollis, da Wikipedia

Scarabaeus Laticollis, da Wikipedia

Desert Knot, by Justmeina, da http://justmeina.deviantart.com/

Desert Knot, by Justmeina, da http://justmeina.deviantart.com/

foto presa dal web

foto presa dal web

foto presa dal web

foto presa dal web

Gaargh di conflitti non risolti

caramelle
comprate
da sconosciuti
uno stupro
ipotetico
di iprite
in ricordo
di un remoto
incontro
con trincee
fangose
da qualche parte
una mortale
febbre spagnola
sensualmente
ignara
di ogni cosa
in un parco
che non gode
al di fuori
del suo verde

 

 

 

Soldati colpiti dal gas iprite, 1918

Soldati colpiti dal gas iprite, 1918

Mitraglieri nella prima guerra mondiale con le maschere antigas

Mitraglieri nella prima guerra mondiale con le maschere antigas

Fanti in trincea nella prima guerra mondiale muniti di maschere antigas

Fanti in trincea nella prima guerra mondiale muniti di maschere antigas

Autoritratto del 1916 di Egon Schiele, morto di febbre spagnola nel 1918

Autoritratto del 1916 di Egon Schiele, morto di febbre spagnola nel 1918

Nudo del 1914 di Egon Schiele, anche la moglie morì di influenza spagnola nel 1918, qualche giorno prima di lui

Nudo del 1914 di Egon Schiele: anche la moglie morì di influenza spagnola nel 1918, qualche giorno prima di lui

foto presa dal web

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