Nudi e crudi

Le proteste in Grecia, in Spagna, negli Stati Uniti e in altre nazioni contro lo strapotere della finanza internazionale hanno coinvolto solo marginalmente l’Italia, se non al livello delle proteste sindacali e dei cosiddetti (sostanzialmente inutili e di fatto solo folcloristici) flash mob. Eppure ci sarebbe davvero tanto da contestare, ora come nel passato più o meno recente: i massacri sociali e fisici in tante parti del mondo (compresa la nostra), la crescente intolleranza verso tutto ciò che è “diverso”, il dilagare della prevaricazione come sistema di rapporti fra le persone. E tanto, tanto altro. Oltre alla classe politica ormai sempre più (anche a sinistra) separata dalla vita dei cittadini.

“Questo” sistema è invece quello che oggi si difende in quasi tutte le sedi, istituzionali, mediatiche e non solo, contro chi è portatore di “altro” e contro chi cerca “altro”. E chi si batte contro tutto ciò finisce per sentirsi di fatto “nudo e crudo” davanti all’arroganza dei potenti o di chi si illude di esserlo. Varrebbe così la pena di ripetere la manifestazione inscenata il 4 novembre del 2005 dagli aderenti al centro sociale Laboratorio Aq 16 di Reggio Emilia, alle celebrazioni per la giornata delle forze armate.

Contro la violenza del potere e delle armi (specie in Afghanistan e in Iraq), contro la violenza dei centri di identificazione ed espulsione per gli immigrati, contro la “retorica della patria” e della “occidentalità”, contro la “democrazia da esportazione” quel giorno quattro militanti si denudarono mentre i loro compagni scandivano lo slogan “Atto pubblico in luogo osceno”. E oscena non era certo la nudità delle ragazze, quanto piuttosto (lo è) l’esaltazione della forza per risolvere ogni tipo di conflitto. Naturalmente, a proposito di forza, intervennero polizia e carabinieri (forza pubblica) e ci furono pure tafferugli, anche se non gravi. In dodici, fra cui le quattro ragazze che si erano denudate, vennero denunciati per manifestazione non autorizzata; le giovani anche per atti osceni in luogo pubblico e “travisamento”, visto che avevano i volti coperti da passamontagna con i colori della pace (guarda un po’ che atto di sovversione…).

La verità è che siamo rimasti nudi al cospetto di un sistema che nega ogni alternativa, che si arrocca sempre più in se stesso. Secondo il quale, in poche parole, ogni “altro mondo” non è possibile. E “non deve” esserlo.

 

 

 

Notizie e immagini tratte da ch.indymedia.org/it, oltre che dai quotidiani di quei giorni

Link all’articolo originale: http://switzerland.indymedia.org/it/2005/11/36183.shtml

 

 

 

 

Una risposta a “Nudi e crudi

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