Libertà amorosa e sessuale oltre i pregiudizi, con sovvertimento dei sensi: Mayra Montero

“Mi giurò che nessuno dei due avrebbe più potuto dimenticare, gli ripetei che nemmeno così ero disposta a starci (…) non sopportavo l’idea di dovere mettere la mia faccia proprio lì, di strofinare le mie povere labbra sulla bocca villosa di quella grande fessura, nera, maschia (…) forse un po’ di curiosità, che genere di donna pensava che fossi per fare quello, che genere di lingua rinnegata e sporca bisognava avere per cacciarla lì, leccare, punzecchiare, passarla da uno all’altro lato, soffermarla sui testicoli (senza smettere di stuzzicarli, di succhiarli piano piano), tornare indietro, al compito iniziale, annaspare in cerca di quel seme maledetto, di quel sordido buco palpitante in cui si accalcavano, per il momento, tutti i desideri (…) vedevo che mi sentivo morire, che allungavo la lingua e che non ci arrivava, che la sparavo fuori con tutte le mie forze e rimanevo a metà strada, che l’agitavo follemente e riuscivo soltanto a farmela indolenzire, e continuavo quasi senza sosta sino a quando in uno dei miei tentativi riuscivo a penetrare e dentro era caldo e molle, una grotta piccola e stretta che si chiudeva alle carezze, nulla di troppo ripugnante, molto più facile di quanto avessi mai immaginato, poteva accadere persino che mi abituassi a farlo (lui mi avrebbe abituata a tutte quelle cose), so che la passione raggiunge un punto in cui i sensi si sovvertono, non accade a tutti né con chiunque, ma ci si può prendere gusto, è come uno stato di grazia, un’estasi, una fottuta droga, si scopre allora che si è capaci di annusare con lo sguardo, che per assaporare le cose basta sfiorarle con le punte delle dita. E ciò che più conta, si scopre che si può vedere e ascoltare con la lingua, un periscopio alla rovescia che sprofonda e vede fiumi di sangue, fiumi di sperma, fiumi di paura e fango, una talpa guerriera che avverte che il nemico è ai limiti della resistenza, che è giunto il momento di dare il colpo di grazia, di vendicarsi con le proprie mani e adoperare quell’animale che aspetta avvolto nel giornale, una riproduzione così precisa, tutta piena di venuzze e di particolari, da sembrare appena recisa in una rissa in mezzo alla strada, un cazzo glorioso che si avvicina, per la prima volta, a quella fessura, nera, maschia al culo arreso di (…) un uomo di parola che nemmeno ora si contraddice, non si pente, non arretra quando gli dico che questo è solo l’inizio, non si agita, non mi ordina di non andare avanti, perché andrò avanti, regge saldo come un maschio, un maschio nel vero senso della parola (…) è stato onorevolmente disonorato, gli dico che è già tutto dentro e lo sento sospirare, gli chiedo se gli piace e mi risponde che non lo sa, gli dico allora che lo amo e dal fondo straziato della sua gola, infilzato e virile, furioso e a pezzi com’è ora, mi grida che adesso tocca a lui, che adesso viene, amore, e che se non faccio la cattiva, se me lo bevo tutto, se lo ingoio senza sprecarne un goccio, allora sì, allora anche lui mi amerà.”

 

Mayra Montero, L’ultima notte a letto con te, 1991, edizione italiana Feltrinelli, 1992, traduzione di Hado Lyria

 

Mayra Montero è nata a L’Avana, Cuba, nel 1952 ma vive a Puerto Rico dalla metà degli anni ’60. Ha studiato giornalismo in Messico e a Puerto Rico e lavorato per molti anni come corrispondente per alcune testate in America Centrale e nei Caraibi. Attualmente tiene una rubrica settimanale sul quotidiano portoricano “El nuevo dia”. Il suo primo volume è una raccolta di racconti, “Ventitré anni e una tartaruga”. Il secondo, un romanzo dal titolo “La treccia della bella Luna” (1987), è stato finalista al premio Herralde, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari europei. Diversi dei suoi libri successivi fra i quali “L’ultima notte a letto con te” (finalista al premio spagnolo “La sonrisa vertical”), “Il rosso della sua ombra”, “Tu, l’oscurità”, “Come un tuo messaggero” sono stati pubblicati negli Usa e in molti Paesi del nostro continente. La Montero ha scritto anche opere per bambini, oltre a saggi giornalistici. “L’ultima notte a letto con te” è un notevole romanzo erotico che vede protagonista una coppia di coniugi ormai cinquantenni. Per adesso è fuori catalogo: io l’ho trovato su una bancarella dell’usato. Un’altra sua narrazione erotica è “Profondo porpora”, uscita in Italia nel 2010 presso Vertigo e tuttora reperibile.

 

 

 

foto presa dal web e modificata

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