Incroci fortuiti del dove e del quando (45)

Con il trascorrere degli anni sentiva il lavoro pesare sempre più sulla mente e sul corpo. Un lavoro che sottraeva sostanza al suo essere e soddisfazione al suo vivere, ne aveva la certezza ormai. Forse per la sua ripetitività o per l’ambiente sempre uguale nel quale si svolgeva. Fatto sta che pesava, e molto. Tuttavia non riusciva a staccarsene, lo eseguiva nel tempo con impegno crescente, con una dedizione tale rispetto al passato che poteva definirla ossessiva. Un’abnegazione ascetica, si disse. Sì, il lavoro era diventato una forma di ascetismo. Una delle tante forme possibili di annullamento o di esaltazione del corpo, di celebrazione o di cancellazione della mente. E chissà che altro al di là o al di sotto della sopravvivenza.

 

 

 

foto presa dal web

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Agnès Weber, "Self portrait. Today is not a good day", da http://instagram.com/penombre/?ref=badge

Agnès Weber, “Self portrait. Today is not a good day”, da http://instagram.com/penombre/?ref=badge

Bob Robert Toren, da http://www.angrylambie.com/

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