Incroci fortuiti del dove e del quando (46) – L’ascetismo del corpo

Ripensò a un libro che aveva letto anni prima, “La sposa messa a nudo” di autrice anonima (ma poi la scrittrice si era rivelata: Nikki Gemmell, australiana). Non certo un capolavoro, per nulla anzi, specie col senno di poi. Banale in molte sue parti, peraltro. In qualche passo però significativo, credeva di ritenere.

“Alzi un braccio per fermare un taxi, e mentre allunghi il corpo senti intensamente la nudità in mezzo alle gambe. Il tassista ti chiede dove devi andare, è giovane, non bellissimo, un padre, forse. Ma ha una nuca stupenda. Sconcertata, quasi senza riflettere, gli rispondi: Voglio fare sesso, ti va di venire a letto con me? Ne ho bisogno, ti prego, e lui si volta a guardarti, ferma la macchina. Ripeti la domanda. Non lo rivedrai mai più, farai in modo che non succederà. Dopo ti tingerai i capelli, cambierai look, ti trasformerai in un’altra persona. Dici ci vediamo tra due ore a, a, e dall’altra parte della strada, un po’ più su, c’è un Hilton. All’Hilton, dici. La camera sarà a nome Green. E ti libri in aria, mentre le convenzioni e le finzioni a una a una si dileguano e le parole ti escono con tanta disinvoltura, con tanta rapidità, perché ti sei preparata le cose da dire, le cose da fare, per tanto tempo, di notte, dentro la tua testa.

“Non mi dispiacerebbe, aggiungi, se veniste in due.

“Lui ti guarda, come se sapesse esattamente da dove vieni. Tu ti giri, e spaventata ti porti i polpastrelli tremanti alla bocca. Ti fa scendere, lo paghi con un biglietto da venti. Gli lasci il resto. Lui non ti dice che verrà.

“Sai esattamente che cosa fare. Chiedi a un’edicola dove c’è un bancomat. Prelevi contanti, parecchi. Prendi la stanza a nome Green (…) Consegni la carta di credito alla donna per farla passare alla macchinetta, e ti rendi improvvisamente conto che sopra c’è scritto il tuo cognome, ma lei non controlla nemmeno, hai un’aria troppo rispettabile per destare sospetti. Vai in camera, ti fai la doccia, ti versi un bicchiere di vino rosso, poi un altro, e aspetti.

“Si presentano in tre.

“Gli dici di farti di tutto.

“Il tuo viso è ancora giovane, ancora dolce, riesci a leggere la sorpresa: non se lo aspettavano. E’ quello che hai sempre desiderato, fin da piccola, al culmine dell’adolescenza, sogni di essere nuda, a braccia e gambe divaricate, mentre diversi uomini o ragazzi ti accarezzano, curiosi, e poi si fanno più arditi, più eccitati, e ci danno dentro. Fai quello che hai sempre desiderato, quello che divoravi nelle rubriche delle riviste porno che rubavi a tuo zio quando avevi quindici anni. Con questi uomini non sei timida perché non ti interessa stabilirci alcun rapporto, non ti interessa parlarci, né fare qualsiasi cosa che potrebbe tradirti. Non li rivedrai mai più (…) Questo segna la fine di un capitolo della tua vita. Hai pensato a ogni dettaglio, e perciò in questa stanza d’albergo sei libera di fare tutto quello che vuoi.

“Sono rudi, non sai se hanno intuito che è proprio quello che volevi. E’ quello che volevi. Non ti rispettano. Sei soltanto un contenitore, una serie di buchi da riempire. La fica, il culo, la bocca, usano tutto, a volte contemporaneamente, ti scopano in ogni maniera possibile. Tu sei passiva, arrendevole, è esattamente quello che vuoi (…)

“Quando ne hai avuto abbastanza glielo dici, quelli esitano ma tu li allontani con una spinta.

“Andate, per favore, uscite.

“Non hai voglia di fare la doccia. Torni a casa in metropolitana (…) Inspiri profondamente questo pomeriggio che non si ripeterà mai più, che non dimenticherai mai, mentre le cosce sono sempre meno rigide. Sei congestionata, gonfia, senti uscire un rivolo di sperma mentre cambi posizione sul sedile, e il bruciore in mezzo alle gambe, e sul pube sfregato duramente dalla barba ispida degli uomini (…)

“Sei a casa puntuale, alle sei; non tardi mai.

“Sporca e dolorante, euforica e purificata, rinvigorita.”

Ecco che cosa aveva trovato in qualche passo di quel libro: l’ascetismo del corpo.

 

La traduzione, nell’edizione italiana Guanda o Tea del romanzo (uscito anche con il titolo La sposa nuda e la vera identità dell’autrice), è di Eva Kampmann

 

 

 

Agnès Weber, "Sleeping alone (9)", da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, “Sleeping alone (9)”, da http://agnesweber.blogspot.it/

foto presa dal web, modificata ed elaborata

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Bob Robert Toren, da http://www.angrylambie.com/

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foto presa dal web

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