Incroci fortuiti del dove e del quando (56)

Non era più il tempo delle parole rivoluzionarie, dirompenti, che sconvolgono il linguaggio corrente e danno vita a nuove forme di espressione. Non era più tempo di avanguardie, di sperimentazioni, si disse mentre faceva la doccia. Le nuove forme di comunicazione, di espressione, arrivavano ormai soprattutto dal potere: politica, economia-finanza, pubblicità, media, social network. Significati che sfuggivano, che si contorcevano intorno alle parole stesse per creare grumi densi di messaggi, sensi convergenti, divergenti, contrari contemporaneamente; forme, suoni, pronunce, accenti stracarichi di allusioni che venivano piegati e si piegavano a molteplici percorsi interpretativi. Che a differenza delle avanguardie però non tendevano a disorientare bensì a orientare, a sottrarre certezze e fiducia nel linguaggio, nei segni, non per lasciare aperta ogni possibilità ma per fornire invece, nel vuoto di idee che intanto si era formato, un’unica via di comprensione alla quale l’interlocutore era costretto ad aggrapparsi, a tenersi avvinto pena l’incertezza perenne. Pena l’assenza, addirittura, di prospettive esistenziali. Vivere nell’attimo, pensò mentre si passava il bagnoschiuma sul corpo, e afferrare come salvagenti i discorsi che potevano comportare piaceri (non soltanto estetici) o meglio vantaggi. O meglio ancora, che offrivano l’occasione di essere guidati da altri lungo un percorso preciso senza doversi assumere la responsabilità di scegliere un proprio tragitto, mentre lo shampoo colava sugli occhi e li irritava. Fece scorrere l’acqua per alleviare il bruciore. Le parole allora dovevano farsi sempre più scarne, pensò, disossate, povere per potere esprimere un minimo di verità e instaurare un dialogo non coercitivo; stabilire solo un sottile ma diretto collegamento con le cose che si intendono esprimere, cose concrete e immediate, nient’altro, aggiunse mentre l’acqua diventava troppo fredda. Sino a sfiorare il silenzio, fino a rischiare l’assenza di comunicazione, concluse dentro di sé mentre l’acqua stavolta era diventata troppo calda. E mentre sempre più gente giocava numeri alla lotteria.

 

 

 

Agnès Weber by M.A. (detail-Polaroid), da http://instagram.com/penombre/?ref=badge

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foto presa dal web e modificata

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Agnès Weber, "Love me 2 times (5)", da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, “Love me 2 times (5)”, da http://agnesweber.blogspot.it/

Carolina Bitossi, da "Ho peccato", http://carolinabitossi.blogspot.it/

Carolina Bitossi, da “Ho peccato”, http://carolinabitossi.blogspot.it/

Brian Tucker and Margaret Dallard matched five numbers and the bonus ball to win, da http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1036327/Not-lotto-clothes--meet-Britains-nudist-Lottery-winners.html

Brian Tucker and Margaret Dallard matched five numbers and the bonus ball to win, da http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1036327/Not-lotto-clothes–meet-Britains-nudist-Lottery-winners.html

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