Incroci fortuiti del dove e del quando (68)

Vide un film tratto da “Il castello”, uno dei romanzi incompiuti di Franz Kafka. Lo aveva girato nel 1997 il regista austriaco Michael Haneke, e con molto coraggio, si disse: non era facile trasporre in immagini le opere del grande scrittore praghese. Si interrompeva all’improvviso proprio dove si era interrotto il manoscritto dell’autore, senza una vera fine, che con ogni probabilità non poteva esserci nemmeno nell’originale. Girare in permanenza attorno a qualcosa di indefinito, di inafferrabile, al quale non ci si riusciva ad avvicinare ma dal quale nemmeno ci si poteva allontanare. Lo trovò di grande suggestione, indubbiamente, anche se non poté fare a meno di ricordare un’altra pellicola basata su un testo di Kafka, di impatto ancora maggiore sul suo intimo e che aveva visto anni prima, “Il processo” del 1962, diretta in maniera magistrale da Orson Welles che vi compariva come attore con un grande Anthony Perkins nei panni del protagonista e Jeanne Moreau, Romy Schneider, Arnoldo Foà fra gli altri magnifici interpreti. Pensò che aveva amato e amava ancora non solo quel film ma in primo luogo ogni parola scritta da Kafka, che se le sentiva scorrere tutte dentro con il sangue, e subito dopo si sorprese a chiedersi se accanto alla burocrazia delle carte, delle cose, di leggi e regole prive di origine nota, rintracciabile, condivisibile, dei corpi quindi e della colpa a essi fatalmente collegata come una violazione senza nome, come un peccato originario di esistenza, di evoluzione, di movimento, di semplice respiro, accanto a quello che in poche parole poteva definire il dominio claustrofobico della paralisi, esistesse una burocrazia della mente. E se sì, in che modo funzionasse.

 

 

 

Ulrich Mühe è l'agrimensore K. ne "Il castello" di Michael Haneke, 1997

Ulrich Mühe è l’agrimensore K. ne “Il castello” di Michael Haneke, 1997

Susanne Lothar e Ulrich Mühe ne "Il castello" di Michael Haneke, 1997

Susanne Lothar e Ulrich Mühe ne “Il castello” di Michael Haneke, 1997

Anthony Perkins è K. ne "Il processo" di Orson Welles, 1962

Anthony Perkins è K. ne “Il processo” di Orson Welles, 1962

Jeanne Moreau e Anthony Perkins ne "Il processo" di Orson Welles, 1962

Jeanne Moreau e Anthony Perkins ne “Il processo” di Orson Welles, 1962

Orson Welles, Romy Schneider e Anthony Perkins ne "Il processo", 1962

Orson Welles, Romy Schneider e Anthony Perkins ne “Il processo”, 1962

Romy Schneider e Anthony Perkins  ne "Il processo" di Orson Welles, 1962

Romy Schneider e Anthony Perkins ne “Il processo” di Orson Welles, 1962

Marc Chagall, "Nudo sopra Vitebsk", 1933

Marc Chagall, “Nudo sopra Vitebsk”, 1933

Francis Bacon, "Studio per nudo accovacciato", 1952, olio e sabbia su tela, Detroit Institute of Arts

Francis Bacon, “Studio per nudo accovacciato”, 1952, olio e sabbia su tela, Detroit Institute of Arts

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