Incroci fortuiti del dove e del quando (73)

Aveva costruito un blog che da diverso tempo ormai vantava migliaia di visite, riceveva commenti, apprezzamenti… pure critiche, vero, ma erano sempre forme di contatto. Aveva allestito da un po’ anche pagine nei più seguiti social network, scrivendo di molte cose, illustrando, come del resto nel blog, le proprie idee con immagini significative, spesse volte decisamente sconce, per attirare di più l’attenzione: sapeva bene del resto che il sesso era uno dei principali “motori” di internet. E pure in tali pagine aveva ricevuto attenzione, commenti, elogi, biasimi, considerazioni… aveva insomma allacciato contatti. Sì, tanti contatti. Ne poteva contare migliaia e migliaia, poteva dire di conoscere persone (avatar, meglio) in ogni parte del mondo, perché era capace di conversare anche in inglese, sebbene un po’ a fatica. Ma era la lingua prevalente e aveva dovuto adattarsi, superando la propria riluttanza iniziale, a impararla al meglio. E non se ne pentiva ora, anzi. Trascorreva da anni giornate intere a scambiare parole, non solo convenevoli o frasi di circostanza, osservazioni di vario tipo, anche schermaglie al veleno se capitava, con gente di ogni razza, di ogni genere, di ogni età, di ogni opinione. Si sentiva al centro di un immenso flusso di comunicazione, benché a tratti ciò si rivelasse fonte di una sorta di vertigine, non sapeva definirla meglio. Ma passava presto. La maggior parte delle volte trovava la cosa esaltante, al contrario. Era… come se fosse al centro di un universo in continua evoluzione, in fermento inarrestabile. Qualcosa del genere. Nonostante da qualche tempo… magari un po’ di più… crescesse nel suo intimo una sensazione… non voleva pensarci, però tornava ciclicamente a galla nella sua coscienza e riusciva a combatterla sempre meno, si rese conto. Un crescente, un invadente senso di solitudine, si disse un giorno. Riuscì a dirselo, alla fine. A un certo punto aveva dovuto riconoscerlo per ciò che era. Una grande e crescente solitudine che procurava sgradevoli brividi al corpo e alla mente.

 

 

 

Carmen De Vos, "Dream of the Mammon", from the series "The 1212 project", da http://carmendevos.tumblr.com/

Carmen De Vos, “Dream of the Mammon”, from the series “The 1212 project”, da http://carmendevos.tumblr.com/

Carmen De Vos, "Positions - 06", from the series "Pwaar", da http://carmendevos.tumblr.com/

Carmen De Vos, “Positions – 06”, from the series “Pwaar”, da http://carmendevos.tumblr.com/

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