Incroci fortuiti del dove e del quando (84)

Morti italiani in Tunisia, seppe. Un giovane rom aveva sparato a poliziotti durante un inseguimento: lo lesse sul giornale. Persone di una certa nazionalità uccise da gente di un’altra nazionalità, o di una tale religione sterminati da soggetti di religione diversa: notizie del genere circolavano oramai ogni giorno, pensò. I morti, o anche i vivi, andavano classificati, catalogati, identificati secondo un qualche tipo di appartenenza, molto raramente in base alla loro particolare individualità, quasi mai riguardo alla loro generale dimensione di esseri umani, con speranze e diritto di vita a prescindere dal luogo in cui erano nati o abitavano, dall’aspetto esteriore, dalla razza, dalla cultura, dalle idee, dalle opinioni, dallo stile di esistenza. E pure se non seguivano alcuna fede religiosa. Anzi, si disse, con grande frequenza chi non praticava un credo qualunque diventava, specie in occasione di fatti sanguinosi di cronaca, pressoché inesistente, proprio perché inclassificabile. Allo stesso modo in cui da tanti era condannato senza appello il cosiddetto “relativismo”. Che poi, aggiunse fra sé, almeno nel suo caso non era altro che la coscienza che non esiste un solo modo di essere e di porsi davanti al mondo. L’antirelativismo (in pratica l’assolutismo o l’integralismo, solo questione di termini e non di sostanza) condannava, si disse, in primo luogo il suo modo di essere, così inquieto, incerto, ondivago, pieno di interrogativi non risolti, di ricerche mai concluse, di convinzioni liquide, idee instabili, in perenne evoluzione verso principi universalmente riconosciuti e davvero validi per tutti (o involuzione, a seconda dei punti di vista: ciò che una volta era visto come progressista oggi era ritenuto conservatore, osservò, e viceversa). Principi irraggiungibili, credeva da tempo: per questo il percorso non aveva mai fine. Una maniera di vivere per definizione relativa, la sua, senza postulati rigidi o numi tutelari (sociali, di culto) e proprio per questo condannata non solo all’errore ma prima di tutto all’inesistenza, appunto per impossibilità di catalogazione. In genere non considerava ciò, ossia questo modo di sentirsi, come un attestarsi al di fuori oppure al di sopra degli altri individui, anche se non poteva escludere con certezza la presenza di una certa quota di vanità nel suo mondo interiore; era più che altro la coscienza, invece, che nel caso avesse perso la vita, tanto per fare un esempio concordante nella fattispecie, nessuno se ne sarebbe accorto: come per i profughi che annegavano nel Mediterraneo, le vittime di fame, malattie, torture, omicidi, stragi, genocidi, pulizie etniche in nazioni povere o dimenticate. Nessuno ci avrebbe fatto mente locale perché non avrebbe saputo dire che “tipo” di persona fosse morta, a quale gruppo o che categoria appartenesse; non accontentandosi di dire semplicemente che era morta una persona, più persone, che era venuto a mancare un abitante o un certo numero di abitanti del mondo. E intanto era arrivata la primavera, se ne accorse solo in quel momento.

 

 

 

Massimo S. Volonté, "Self-portrait LXII", da https://msvphoto.wordpress.com/

Massimo S. Volonté, “Self-portrait LXII”, da https://msvphoto.wordpress.com/

TK KIM, "Painting 2", da https://tkkimblog.wordpress.com/

TK KIM, “Painting 2”, da https://tkkimblog.wordpress.com/

TK KIM, "Painting 3", da https://tkkimblog.wordpress.com/

TK KIM, “Painting 3”, da https://tkkimblog.wordpress.com/

Agnès Weber, "Hide and seek (24)", da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, “Hide and seek (24)”, da http://agnesweber.blogspot.it/

Massimo S. Volonté, "I'm a loser", da https://msvphoto.wordpress.com/

Massimo S. Volonté, “I’m a loser”, da https://msvphoto.wordpress.com/

Carmen De Vos, "Think", from the series "Mee-xposed", da http://carmendevos.tumblr.com/

Carmen De Vos, “Think”, from the series “Mee-xposed”, da http://carmendevos.tumblr.com/

Agnès Weber, "Insomnia", da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, “Insomnia”, da http://agnesweber.blogspot.it/

Georgesmiley, "Shot at Home - NYC", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Shot at Home – NYC”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

foto presa dal web

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