Esibizionismo

Aveva quasi sempre gli occhi chiusi e una smorfia sul viso. Doveva soffrire molto, si disse entrando nella camera da letto. Era contenta di rendersi utile. L’uomo era molto malato. Lei si era da poco iscritta a un’associazione di volontariato che assisteva in casa persone non autosufficienti. Andava lì da qualche tempo per lavarlo, cambiargli la biancheria, rassettare la stanza, fargli compagnia per un po’. Lui pareva non accorgersene: rispondeva a fatica al suo saluto quando entrava e quando se ne andava, nient’altro. Per il resto pareva soltanto che dormisse o almeno sonnecchiasse. Dopo averlo ripulito si dedicò a sistemare la miriade di medicine posta su un mobile basso accanto al letto. Una scatola cadde sul pavimento, si piegò a raccoglierla e si accorse che gli stava mostrando le gambe nude e le mutandine: quel giorno faceva molto caldo, indossava una gonna molto corta e non aveva calze. Si rimise subito in piedi e lanciò uno sguardo verso di lui, arrossendo. Gli occhi dell’uomo però erano sempre chiusi. O almeno in apparenza, pensò, immaginando per un attimo invece che l’altro approfittasse per sbirciare nella sua direzione quando lei magari non se ne avvedeva. Ma scacciò subito quella stupida idea, così si disse, riprendendo il suo lavoro. Poco dopo però portò istintivamente le mani ai fianchi, sollevò la gonna, si tolse le mutandine e si inginocchiò a gambe larghe protendendo il bacino all’indietro, verso il letto. In questa posizione passò uno straccio sul pavimento dove aveva creduto di vedere una macchia. Se l’uomo avesse aperto gli occhi aperti, pensò eccitandosi, avrebbe potuto vedere bene le sue parti intime completamente esposte. Rimase in quella posizione per alcuni minuti. Poi si disse di nuovo che era una stupida, esibizionista, immatura e insensibile, e si rivestì finendo di sistemare la camera. Quando finì raccolse le sue cose e si diresse verso la porta. Appena posò le dita sulla maniglia però sentì la voce fievole, sofferente, dell’uomo che la chiamava. Si voltò dalla sua parte con un sussulto: appena qualche secondo prima non aveva risposto al suo saluto. Per favore, le disse, domani lo faccia ancora.

 

 

 

George Platt Lynes, "Nude study"

George Platt Lynes, “Nude study”

Foto presa dal web

Foto presa dal web

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Lucian Freud, "Naked man on a bed", 1987

Lucian Freud, “Naked man on a bed”, 1987

Foto presa dal web

Foto presa dal web

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Foto presa dal web

Ken Villeneuve (Public Comparison 4879), via http://virginia-dalloway.tumblr.com/

Ken Villeneuve (Public Comparison 4879), via http://virginia-dalloway.tumblr.com/

George Platt Lynes, "Jack Fontan", c. 1950, gelatin silver

George Platt Lynes, “Jack Fontan”, c. 1950 (gelatin silver)

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