Quarantasettesimo giorno (o settimane dopo, il tempo è relativo): inesistenza, eros ed errori

Non commentarono il loro primo incontro sessuale, ma nelle settimane successive si scambiarono e-mail con più frequenza, approfondendo ulteriormente il confronto circa il loro atteggiamento verso la vita. Altri fattori di depressione, fievoli quanto spesso fuggevoli speranze, soprattutto un senso di inesistenza che pareva aumentare per entrambi a vista d’occhio: il mondo, si dissero, non soltanto poteva fare a meno di loro, ma sembrava volerlo con sempre più evidenza. Chi si fermava a pensare era scomodo, indigesto, tendeva a vedere più il negativo che il positivo a causa probabilmente di un troppo spiccato senso critico: oltre la superficie, oltre e a volte anche contro l’immagine. Proprio ciò che il potere, la gente potente non tollerava: su questo erano in completa sintonia. Dopo alcuni giorni decisero di darsi un nuovo appuntamento con le stesse modalità: solo che stavolta sarebbe stato lui ad arrivare per primo nella casa vacanze. Appena entrata, lo trovò nella stessa posizione che lei aveva assunto la volta prima: il corpo nudo coperto da un lenzuolo dalla testa al ventre. Si spogliò e anche lei si distese fra le sue gambe, carezzandole e sfiorandole alternativamente con le mani e i capezzoli, sempre più su: le ginocchia, le cosce, l’inguine, lo scroto, il pube coperto di peli castani. Intuiva che lui non volesse eiaculare troppo presto ma aveva molta voglia di assaggiare il suo umore, così prese a leccare le palle, l’asta, prese fra le labbra il glande reggendo il pene con le mani, muovendole prima con delicatezza, poi con più vigore. Dopo un po’ lui cominciò a singhiozzare, ad agitarsi e le inondò di sperma il viso, la bocca, le dita e i palmi. Lei se ne lasciò riempire, lo assaporò bene, quindi lo raccolse dal volto leccandosi poi le mani, sempre con la lingua quindi ripulì l’asta, lo scroto, il pube, le cosce di lui. Desiderava eccitarlo ancora però, e spingendolo con le braccia lo convinse e voltarsi sul ventre: sapeva che non avrebbe tentato di sbirciarla al di sopra del lenzuolo, così come lei non ci aveva provato la volta passata. Più che teso o inquieto per le sue intenzioni, le sembrò perplesso. E volle fugare subito i suoi dubbi infilandogli profondamente la lingua nell’ano, dopo avere allargato le natiche con le mani, poi due dita, quasi con violenza, strappandogli un sussulto e un gemito. Dita che poco dopo diventarono tre, trasformando i gemiti in un urlo strozzato. Ma non se ne curò e li spinse dentro interamente, costringendolo a sollevare il ventre e accorgendosi nel frattempo che il pene era tornato a indurirsi. Lo penetrò così a lungo, quasi con furore, poi lo fece voltare di nuovo sulla schiena, gli salì a cavalcioni dandogli le spalle e si fece entrare l’asta nella vagina. Venne quasi subito, soffocando le urla che le salivano in gola, e poi un’altra volta carezzando il clitoride con le dita ancora bagnate di sperma. Ma voleva che anche lui esplodesse di nuovo. Tirò fuori l’asta dalla vulva e se la spinse nell’ano, premendo, facendo in modo che penetrasse per intero. Sentiva i suoi sospiri pesanti e i propri confondersi. Si mosse in su e in giù godendo del contatto fra il pene e la fessura che si apriva, spingendo sempre di più e masturbandosi allo stesso ritmo dei propri sobbalzi, fino a che avvertì lo schizzo del seme dentro di sé e un ennesimo orgasmo che la scosse fin nel cervello. Rimase su di lui ancora per qualche minuto, quindi si sollevò, gli baciò lo scroto, il glande e andò a ripulirsi. Lo trovò nella stessa posizione, ancora coperto dalla testa al ventre, come era stata lei alla sua uscita dal bagno la volta precedente. Era anche quello il patto. Lasciò la stanza senza voltarsi a guardarlo di nuovo e prese subito la strada di casa. Lungo il tragitto si disse che se una conoscenza priva di immagine era in grado di raggiungere quel livello di profondità, allora entrambi dovevano essere davvero estranei al loro mondo. Oppure nel mondo c’erano realmente troppe cose sbagliate.

 

 

 

Lina Scheynius, "Emeric in Sarajevo, Winter 2009 - 2010", da http://linascheyniusdiary.tumblr.com/

Lina Scheynius, “Emeric in Sarajevo, Winter 2009 – 2010”, da http://linascheyniusdiary.tumblr.com/

Georgesmiley, "Shot by Cheshire at home, Minneapolis", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Shot by Cheshire at home, Minneapolis”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Foto presa dal web, modificata ed elaborata

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Ourpublicprivates, "The best part of waking up", da http://ourpublicprivates.tumblr.com/

Ourpublicprivates, “The best part of waking up”, da http://ourpublicprivates.tumblr.com/

Foto presa dal web, modificata ed elaborata

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Foto presa dal web, modificata ed elaborata

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