Gambe nude e ricordi

Da qualche anno le donne usavano portare gonne sempre più ridotte, pantaloncini sempre più corti, come era stato del resto anche alcuni decenni prima. Le mode arrivavano, svanivano, tornavano, lo sapeva. Oggi più che mai. Ma non era questo il punto. Il fatto era piuttosto che per strada ai suoi occhi si presentavano di continuo gambe nude: snelle, ossute, tornite, grasse, dritte, storte, lunghe, corte, armoniose, sbilenche… insomma, di tutte le forme e le dimensioni. Spesso non poteva fare a meno di rivolgere ad esse anche una sola occhiata, se non altro per curiosità. E, doveva ammetterlo, diverse erano pure belle da guardare. La cosa singolare, pensò, era però che solo qualche minuto dopo non riusciva a ricordarne mai nemmeno una.

 

 

 

Carmen De Vos, "Shoes, [From the series The Word]", da http://carmendevos.tumblr.com/

Carmen De Vos, “Shoes, [From the series The Word]”, da http://carmendevos.tumblr.com/

Alina Senchuk, da "Goodbyestockholm", https://www.flickr.com/photos/goodbyestockholm/

Alina Senchuk, da “Goodbyestockholm”, https://www.flickr.com/photos/goodbyestockholm/

Alina Senchuk, "Untitled", da Goodbyestockholm, via http://goolida.tumblr.com/

Alina Senchuk, “Untitled”, da Goodbyestockholm, via http://goolida.tumblr.com/

Alina Senchuk, da "Goodbyestockholm", https://www.flickr.com/photos/goodbyestockholm/

Alina Senchuk, da “Goodbyestockholm”, https://www.flickr.com/photos/goodbyestockholm/

Foto presa dal web

Foto presa dal web

Foto presa dal web

Foto presa dal web

Uno sguardo immaginato

Vide un’ombra passare e poi fermarsi al di là della porta del camerino. Si figurò allora che qualcuno stesse guardando dentro da una fessura, e invece di provare l’indumento che aveva scelto si spogliò completamente. Quindi cominciò a carezzarsi lussuriosamente il petto, i fianchi, le cosce, i genitali. Sapeva che se avesse avuto la certezza che qualcuno guardava davvero, non l’avrebbe mai fatto.

 

 

 

Loris Mirandola, via http://egoero.tumblr.com/

Loris Mirandola, via http://egoero.tumblr.com/

Operahostel, "Day-dreaming at night", da http://operahostel.tumblr.com/

Operahostel, “Day-dreaming at night”, da http://operahostel.tumblr.com/

The Past Imperfect, "Erin", da http://erin-mae-model.tumblr.com/

The Past Imperfect, “Erin”, da http://erin-mae-model.tumblr.com/

Operahostel, "Too much sun blinds", da http://operahostel.tumblr.com/

Operahostel, “Too much sun blinds”, da http://operahostel.tumblr.com/

Ciò che si vede, ciò che non si vede

Desiderava ormai da tempo scattare foto di corpi nudi. Femminili e anche maschili. Con le donne, pensava, era di certo una pratica più usuale: circolavano a migliaia, se non a milioni, le immagini di donne senza veli. Doveva essere più facile, quindi. O almeno, così pareva. Probabilmente sarebbe bastato, a parte la tecnica naturalmente, escogitare pose non troppo usuali e soprattutto, riteneva in base al suo gusto personale, non cedere alla tentazione delle ambientazioni troppo patinate, troppo artefatte. Non così con gli uomini, sospettava, considerando che di nudi maschili se ne vedevano in giro molto meno. Forse era per via del fatto, poteva darsi, che il corpo dell’uomo è meno sinuoso, meno armonioso, almeno secondo i canoni correnti della bellezza. Ma tendeva ad attribuire questa circostanza a un altro fattore, piuttosto: nelle sessioni di foto erotiche maschili, supponeva, c’era spesso il pericolo dell’erezione, anche se magari lieve, che nella donna invece non era mai evidente, nemmeno nelle posizioni apparentemente più sconce. Gli uomini che si prestavano a farsi ritrarre, credeva, potevano avere erezioni per la semplice eccitazione dovuta alla particolare circostanza, quindi per eccesso di vanità o magari di immedesimazione nel ruolo di modello; a volte perfino per imbarazzo. Tutte situazioni che in realtà valevano pure per le donne, ne aveva quasi la certezza. La questione quindi era sostanzialmente legata, dedusse, a ciò che si vede e a ciò che non si vede. E il mondo di oggi, si disse, nel bene o nel male dà sempre più peso solo a ciò che è visibile.

 

 

 

Esthaem, da "Goodbye to our old apartment. Part 1", http://esthaem.tumblr.com/

Esthaem, da “Goodbye to our old apartment. Part 1″, http://esthaem.tumblr.com/

Georgesmiley, "Self shot with Tullee at home, NYC", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Self shot with Tullee at home, NYC”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, "Self shot with Scarlett at the Hotel Minneapolis", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Self shot with Scarlett at the Hotel Minneapolis”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, "Self shot with Ruby Slipper at home, NYC", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Self shot with Ruby Slipper at home, NYC”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Crina Prida, "A.",  2015, da http://crinaprida.tumblr.com/

Crina Prida, “A.”, 2015, da http://crinaprida.tumblr.com/

"Books and sex", da http://egoero.tumblr.com/

Egoero, “Books and sex”, da http://egoero.tumblr.com/

Zone intime

Sobbalzò a un tonfo sonoro che proveniva dal bagno. Poi silenzio assoluto. Quell’uomo c’era appena entrato. Lo considerò allarmante e provò ad aprire la porta. Per fortuna l’uomo aveva dimenticato di chiudersi a chiave. Lo trovò riverso sul pavimento, privo di sensi, pantaloni e mutande abbassati fin sotto le ginocchia, una ferita che sanguinava sulla fronte vicino alla tempia. Gli si inginocchiò accanto, lo distese supino e reggendo la testa con un braccio trovò un asciugamano pulito e lo usò per tamponare la piccola emorragia. Dopo un po’ l’uomo riaprì gli occhi, si guardò intorno smarrito per qualche attimo e quando notò il suo volto disse che era stato solo un capogiro, ringraziò e abbozzò un sorriso che però svanì subito in un’espressione di imbarazzo non appena si accorse delle proprie parti intime scoperte. Continuò ad asciugare il sangue senza rispondere alle frasi dell’uomo e al suo sguardo, ma insieme senza potere fare a meno di lasciare vagare il proprio, di sguardo, sulle nudità dell’altro. Il pube, il pene, lo scroto, le cosce, pelosi e indifesi, pensò, in un luogo dove erano indifesi, esposti per definizione.

 

 

 

Esthaem, "Untitled", da http://esthaem.tumblr.com/

Esthaem, “Untitled”, da http://esthaem.tumblr.com/

Esthaem, "Untitled", da http://esthaem.tumblr.com/

Esthaem, “Untitled”, da http://esthaem.tumblr.com/

Georgesmiley, "Shot by Bella S - Milwaukee", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Shot by Bella S – Milwaukee”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

GeorgeSmiley, "Shot by Tommie Tomahawk with Edith J at Home - Minneapolis", da http://georgesmiley.tumblr.com/

GeorgeSmiley, “Shot by Tommie Tomahawk with Edith J at Home – Minneapolis”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Sasha Kargaltsev, "Stas and Calvin reclining", da https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Photographs_by_Sasha_Kargaltsev

Sasha Kargaltsev, “Stas and Calvin reclining”, da https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Photographs_by_Sasha_Kargaltsev

Esthaem, "Untitled", da http://esthaem.tumblr.com/

Esthaem, “Untitled”, da http://esthaem.tumblr.com/

Il corpo umano

Lanciò uno sguardo fra il sorpreso e l’indignato quando si sentì dare piccole pacche su una natica. Si affrettò a spiegarle che era solo per allentare la tensione del muscolo. Si conoscevano, sì, con quella signora, ma non erano mai stati in confidenza, seppure minima. Lei però aveva bussato alla sua porta dicendo di avere bisogno di una puntura e che quel giorno non aveva nessuno a cui rivolgersi. Aveva accettato, dopo averci pensato un po’, ricambiando il suo sguardo colmo di imbarazzo: era assodato che lei avrebbe dovuto esporre i glutei alla sua vista, non aveva avuto certo la necessità di sottolinearlo, e d’altro canto l’espressione di entrambi era già abbastanza eloquente. Ma se ce n’era bisogno… Così la fece distendere a pancia sotto su un divano. Notò che era tesa, quando si abbassò le mutandine, e fu allora che decise di colpirle piano la natica, per distenderla, per evitare di farle troppo male. La signora sussultò ugualmente, però, quando sentì l’ago entrare nella carne. Non era comunque colpa della sua mano, bensì del farmaco iniettato, piuttosto pesante, molto oleoso. La puntura infatti le lasciò un gonfiore non tanto piccolo sul gluteo, il medicinale si scioglieva a fatica. Decise allora di frizionarle la natica con un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante. E lo fece a lungo, lentamente, con grande delicatezza, meditando nel frattempo sul corpo umano e sui misteri dell’intimità.

 

 

 

Foto presa dal web

Foto presa dal web

Foto presa dal web e modificata

Foto presa dal web e modificata

Foto presa dal web, modificata ed elaborata

Foto presa dal web, modificata ed elaborata