Incroci fortuiti del dove e del quando (65)

Riguardo alle parole, dette o scritte, si accorse invece che il parallelismo non poteva reggere. Pochi o quasi nessun segnale di stitichezza in contesti pubblici, privati, reali o virtuali. Diarrea continua e dilagante, al contrario. Emissioni pressoché allo stato liquido.

 

 

 

Incroci fortuiti del dove e del quando (64)

Che differenza c’era fra la stitichezza e la diarrea del pensiero: s’imbatteva in questo interrogativo di tanto in tanto ma sino ad allora non vi aveva dato molto peso, considerandolo piuttosto futile. Però stavolta aveva deciso di trovare una risposta e ci provò con sufficiente convinzione. In fondo non doveva essere così difficile, si disse, e balenò nella sua mente il parallelo, banale quanto azzeccato tuttavia, con le stesse manifestazioni riferite al corpo. La stitichezza, sia nel fisico sia nel pensiero, rappresentava lo stato in cui si tratteneva tutto e non si aveva quindi la possibilità di operare una selezione fra quanto poteva essere utile e quanto invece era solo scoria, residuo da estromettere. La diarrea invece era l’incapacità di trattenere alcunché, la condizione nella quale ci si trovava costretti a espellere ogni cosa, il superfluo, il dannoso ma pure l’utile. Già, era proprio così, meditò dopo un po’, riconoscendo che tanto il suo corpo quanto la sua mente si erano trovati innumerevoli volte nell’uno e nell’altro stato. Non sempre, certo, ma spesso. Mentre intorno a sé vedeva molte persone immerse perennemente nell’una o nell’altra condizione, come un modo d’essere oramai abituale, assodato. Due situazioni diverse, era evidente, ma in fondo parallele, aggiunse fra sé e sé: entrambe infatti conducevano a quell’inerzia nella quale ogni conoscenza, concetto, idea, intuizione si affastellava dentro l’individuo senza alcuna distinzione, senza struttura riconoscibile. Proprio come la merda: concentrata in un unico, duro e doloroso blocco unico oppure molle, limacciosa, acida, sfuggente. La stitichezza e la diarrea del pensiero, pur attraverso percorsi differenti, portavano entrambe perciò alla paralisi del pensiero. E si compiacque di questa sua scoperta, anche se non riusciva a trarne motivi di soddisfazione mentre si dirigeva verso la stanza da bagno.

 

 

 

Sasha Kargaltsev, "Study of nude male with toilet", da http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Photographs_by_Sasha_Kargaltsev

Sasha Kargaltsev, “Study of nude male with toilet”, da http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Photographs_by_Sasha_Kargaltsev

Sabrina Dacos,! I've sprung e leek!", da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos,! I’ve sprung e leek!”, da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, "Backgammon", da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, “Backgammon”, da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, "Down the rabbit hole", da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, “Down the rabbit hole”, da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

foto presa dal web e modificata

foto presa dal web e modificata

foto presa dal web, modificata ed elaborata

foto presa dal web, modificata ed elaborata

Sabrina Dacos, "Vase", da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, “Vase”, da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

foto presa dal web

foto presa dal web

Le guerre, le patrie, il sangue, gli stati e l’utopia poetica di Chlebnikov

(…) e intanto, madri,
portate via i vostri figli,
se apparirà in qualche posto uno stato.
Giovani, saltate e rintanatevi nelle spelonche
e nel profondo del mare,
se in qualche posto vedrete uno stato.
Ragazze e chiunque fra voi non sopporta l’odore dei morti,
cadete in deliquio alla parola “frontiere”:
esse odorano di cadaveri.
Eppure ogni ceppo fu un tempo
una bella conifera,
un pino fogliuto.
Il ceppo è perverso soltanto per questo,
che su di esso si tronca la testa agli uomini.
(…)
Sei cresciuto in un bosco di parole:
ceneriera, fiammifero, cicca,
pari tra pari;
ma perché si va nutrendo d’uomini?
Perché il paese natìo s’è fatto cannibale,
e la patria sua sposa?
(…) voi fate finta
che l’umanità sia soltanto una pasta,
un dolce biscotto che vi si scioglie in bocca;
se il biscotto scatterà come un rasoio dicendo: mammina?
Se lo spargeremo di noi,
come di un tossico?
(…)
Se gli stati sono perversi,
chi di noi moverà un solo dito,
per prolungare il loro sonno
sotto la coltre del Per Sempre?
(…)
Quanto a noi, condottieri dell’umanità
da noi edificata secondo le leggi dei raggi
con l’ausilio delle equazioni del fato,
noi rinneghiamo i padroni,
che si spacciano per governanti,
per stati e altre case editrici
e ditte commerciali Guerra & C.,
che hanno appoggiato i mulini del dolce benessere
all’ormai triennale cascata
di vostra birra e di nostro sangue
dall’inerme onda rossa.
Vediamo stati ruzzolare sulla spada
per lo sconforto del nostro avvento.
La patria sulle labbra, sventolandovi
col ventaglio del regolamento bèllico-campale,
avete con impudenza inserito la guerra
nel cerchio delle Fidanzate dell’uomo.
(…)
Restate dunque volontaria intesa
di privati, non necessaria a nessuno
e per nessuno importante.
Fastidiosa come un mal di denti
in una Nonnina del XVII secolo.
Rispetto a noi voi siete
come l’irsuta gamba-mano di una scimmia,
scottata da un recondito dio-fiamma,
rispetto alla mano di un pensatore, che plàcida
governa l’universo
di questo cavaliere della notte sellata.
(…)
Noi siamo un genere speciale d’arma.
(…)
Intersecato da una rossa fòlgore,
l’azzurro stendardo dell’Anarchia,
stendardo delle albe ventose, dei soli aurorali,
è issato e sventola sopra la terra,
eccolo, amici miei!
Il Governo del Globo Terrestre!

 

Velimir Chlebnikov, da “Solo noi, arrotolati i vostri tre anni di guerra” (21 aprile 1917), in Poesie, Einaudi, 1968, traduzione e cura di Angelo Maria Ripellino

 

 

 

Aleksandr Ivanovič Kuprin, "Nudo con tappeto asiatico sullo sfondo", 1918

Aleksandr Ivanovič Kuprin, “Nudo con tappeto asiatico sullo sfondo”, 1918

Lyubov' Popova, "Uomo seduto", 1913

Lyubov’ Popova, “Uomo seduto”, 1913

Il’ja Maškov, "Natura morta", 1912-13

Il’ja Maškov, “Natura morta”, 1912-13

Pavel Filonov, "Facce", 1940

Pavel Filonov, “Facce”, 1940

Pavel Filonov, "Uomo e donna (Adamo ed Eva)", 1913

Pavel Filonov, “Uomo e donna (Adamo ed Eva)”, 1913

Alexandra Exter, "Famira Kifared Menada", 1916

Alexandra Exter, “Famira Kifared Menada”, 1916

Incroci fortuiti del dove e del quando (63)

Sempre uguale al proprio essere. A volte sentiva la noia scendere sulle braccia e sulle gambe. Solo il mal di testa riusciva a spezzarla, benché non sempre. Per esempio, pensò, le rondini quando volano fanno una gran confusione. Ma le rondini diminuivano a vista d’occhio.

 

 

 

Agnès Weber, "Organic (3)", da http://agnesweber.blogspot.it/

Agnès Weber, “Organic (3)”, da http://agnesweber.blogspot.it/

Andrea Tomas Prato, da http://romancelovelust.tumblr.com/

Andrea Tomas Prato, da http://romancelovelust.tumblr.com/

Caterina Bitossi, da "E' stato", http://carolinabitossi.blogspot.it/

Caterina Bitossi, da “E’ stato”, http://carolinabitossi.blogspot.it/

Monica Ramos for Süddeutsche Zeitung Magazin, da http://porn4ladies.tumblr.com/

Monica Ramos for Süddeutsche Zeitung Magazin, da http://porn4ladies.tumblr.com/

Incroci fortuiti del dove e del quando (62)

Aveva sognato di trovarsi con una persona. O forse era soltanto la vaga reminiscenza di una vecchia conversazione, però in quel momento non aveva voglia di approfondire la cosa. Era in compagnia di un altro individuo, comunque, anche se non riusciva a ricordane le fattezze, il genere e non sapeva di preciso in che luogo fossero: qualcosa di simile a uno spogliatoio o a un magazzino. Pareva che si stessero cambiando d’abito. Com’è che hai entrambi gli organi sessuali, quello maschile e quello femminile, aveva chiesto alla persona dopo avere intravisto per un istante la parte bassa del suo corpo. Ma si pentì subito della domanda, che considerò indiscreta, e volse lo sguardo altrove. La persona abbassò gli occhi sul proprio ventre e sembrò pensarci su per qualche attimo. Poi rialzò la testa, accennò un sorriso e rispose: una curiosità del tutto lecita, nessun problema. Aggiungendo di seguito: sì, è vero, ho proprio due organi sessuali, ma può darsi che uno sia finto, per assomigliare a voi umani.

 

 

 

Nadar, dalla serie "Hermaphrodite", 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

Nadar, dalla serie “Hermaphrodite”, 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

Nadar, dalla serie "Hermaphrodite", 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

Nadar, dalla serie “Hermaphrodite”, 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

Nadar, dalla serie "Hermaphrodite", 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

Nadar, dalla serie “Hermaphrodite”, 1860, http://en.wikipedia.org/wiki/Hermaphrodite_%28Nadar%29

foto presa dal web, modificata ed elaborata

foto presa dal web, modificata ed elaborata

composizione di immagini prese dal web

composizione di immagini prese dal web

foto presa dal web e modificata

foto presa dal web e modificata

Sabrina Dacos, "Snail", da http://sabrina-dacos.tumblr.com/

Sabrina Dacos, “Snail”, da http://sabrina-dacos.tumblr.com/