Chiome

Un moltiplicarsi di chiome o di peli: speranze ferine, ferite. Interpretabili indifferentemente come di un’alba o di un crepuscolo. Il corpo, i corpi, non solo.

 

 

 

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Chiome 4

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Appartenenze

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Jean-Michel Basquiat, “Florence”, 1983 (particolari, foto mie)

 

Ci si può ritrovare in un luogo, in un tempo, in una moltitudine sentendo di non appartenere né agli uni né all’altra.

 

 

Sessualità mutevole, un merlo che passa

Ne prese coscienza all’improvviso, mentre stava leggendo un romanzo erotico che apprezzava molto. A provocare la sua eccitazione era in potenza qualsiasi individuo diverso da sé: maschi, femmine, gay, lesbiche, bisessuali di ogni età, aspetto, condizione sociale o esistenziale, di qualunque nazionalità e insomma di ogni tipo. Purché diversi da sé, perfino alieni, ribadì al suo intimo con un sorriso. Non lo aveva mai messo a fuoco con tale chiarezza prima di quel momento. Trovava limitato in sostanza, ma più che altro gretto, pensare di preferire donne con precise e predefinite caratteristiche: cura della persona, trucco, fianchi, seni, fica, culo e anche una certa maniera di essere, di rapportarsi con il mondo, di concepire idee, opinioni, giudizi. Femmine classificabili in una categoria, cioè, in un certo gruppo di appartenenza. E allo stesso modo gli uomini: dotati di determinate qualità esistenziali e pratiche, oltre che naturalmente di apprezzabili cazzi; e allora i maschi neri, ad esempio, sotto questo aspetto risultavano per molte donne di gran lunga preferibili. Anche se non sotto gli altri profili, anzi. Io desidero una donna così e così, io voglio un uomo così e così… Già, trovava davvero limitato un punto di vista simile. Che poi, pensò, non era tanto diverso se si consideravano gli omosessuali di entrambi i sessi, i quali per ovvia definizione erano attratti solo da esseri con le stesse preferenze carnali. Mentre i bisex lo erano da tutti e due i generi, pure qui per definizione. Ma perché, si chiese, una femmina etero non poteva desiderare un’altra femmina oppure un maschio indifferentemente, magari una o qualche volta, un uomo altrettanto, un gay una donna, anche se solo una volta, una lesbica un uomo, un o una bisex un individuo di non ben definita identità sessuale oppure di sessualità variabile, o altro ancora… L’attrazione, meditò mentre riprendeva a leggere, riguardava esseri singoli, unici, non classificati in partenza. Era una questione di sintonia psicofisica, meglio psicosomatica, una sorta di intuizione istintiva seppure razionale della compatibilità di due o più individui a prescindere dall’immagine, dalla soggettività, dall’identità, dalla percezione di se stessi, dall’autoconsiderazione, dal ruolo. Presupponeva perciò in via preliminare l’accettazione della fluidità, del pluralismo sessuale. Poteva durare un singolo attimo come una manciata di minuti, di ore, qualche mese, anni o una vita intera: sempre nella possibilità di un mutamento provvisorio o perenne. Contava soltanto la diversità dell’altro o dell’altra, contava solo che si trattasse di un altro o di un’altra. O di altri. Ma non aveva afferrato gli ultimi passaggi del libro, la sua mente tendeva a rivolgersi altrove. Li lesse di nuovo allora, e tuttavia un ulteriore pensiero salì d’un tratto a galla dalle profondità del suo intimo. Un desiderio in realtà, più che un vero e proprio concetto: masturbarsi davanti a un extraterrestre di forma tutt’altro che umana. E poco dopo lo fece, guardando un merlo saltellare su un terrazzino di fronte.

 

 

 

Li Hui, "Summer 2014", da http://huiuh.tumblr.com/

Li Hui, “Summer 2014”, da http://huiuh.tumblr.com/

Cristina Rizzi Guelfi, da "Dissimulazione della soggettività", http://cristinarizziguelfi.tumblr.com/

Cristina Rizzi Guelfi, da “Dissimulazione della soggettività”, http://cristinarizziguelfi.tumblr.com/

Cristina Rizzi Guelfi, da "Dissimulazione della soggettività", http://cristinarizziguelfi.tumblr.com/

Cristina Rizzi Guelfi, da “Dissimulazione della soggettività”, http://cristinarizziguelfi.tumblr.com/

Georgesmiley, "Self portrait with Keira", da http://georgesmiley.tumblr.com/

Georgesmiley, “Self portrait with Keira”, da http://georgesmiley.tumblr.com/

Misungui by Patrick Jannin, da http://misungui.tumblr.com/

Misungui by Patrick Jannin, da http://misungui.tumblr.com/

Misungui by Patrick Jannin, da http://misungui.tumblr.com/

Misungui by Patrick Jannin, da http://misungui.tumblr.com/

Ambrose & Wether, "Untitled", 2011, da http://ambrose-and-wether.tumblr.com/

Ambrose & Wether, “Untitled”, 2011, da http://ambrose-and-wether.tumblr.com/

Plume Heters, "Bedroom", da http://quatre48.tumblr.com/

Plume Heters, “Bedroom”, da http://quatre48.tumblr.com/

Misungui by Plume Heters, da http://misungui.tumblr.com/

Misungui by Plume Heters, da http://misungui.tumblr.com/

Vanessa Peters, "Nude with red winged blackbird", da http://vanessa-peters.com/

Vanessa Peters, “Nude with red winged blackbird”, da http://vanessa-peters.com/

Incroci fortuiti del dove e del quando (61)

Si ritrovò in una stanza cubica con le pareti e il soffitto di metallo argenteo, levigatissimo, e nessuna apertura visibile. Non c’era né caldo né freddo, né luce né ombra. C’erano invece migliaia e migliaia di fiori di ogni tinta possibile e che emanavano ogni specie di odore. Tutti inebrianti ma molto tenui. I gambi parevano fatti di carne umana.

 

 

 

composizione di immagini prese dal web

composizione di immagini prese dal web

Laura Zingarelli, "Flowers" (acrilico su tela), da http://www.celesteprize.com/laurazingarelli

Laura Zingarelli, “Flowers” (acrilico su tela), da http://www.celesteprize.com/laurazingarelli

composizione di immagini prese dal web

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Laure Albin Guillot, "Nude study" (1939), Bibliothèque nationale de France

Laure Albin Guillot, “Nude study” (1939), Bibliothèque nationale de France

Incroci fortuiti del dove e del quando (24)

Una notte sognò Cristo. Aveva l’abbigliamento e l’aspetto di un profugo mediorientale, più o meno trentenne, piuttosto basso, la barba di quattro o cinque giorni. La prima cosa che pensò di chiedergli non fu perché si fosse presentato a una persona che non credeva in lui, ma che cosa fosse venuto a fare. Veramente non lo so, rispose quello, vedremo. Perché comunque, replicò, non ti riveli agli individui che hanno fede in te? E che cosa avrei da dire a loro, fece l’altro. E loro in fondo che cosa avrebbero da darmi? Poi, dopo una pausa di silenzio: ma tu credi che sono davvero io? Ci pensò su per qualche istante: non è questo il problema, osservò. La vera domanda è che cosa sei venuto a fare. Eppure, riprese quello, sono davvero io. Non vedi che il mal di denti ti è passato?

 

 

 

Banksy, "Follow your dreams", da http://imgkid.com/banksy-prints.shtml

Banksy, “Follow your dreams”, da http://imgkid.com/banksy-prints.shtml

Banksy, "Mauer-Betlehem", dipinto realizzato sulla Israeli West Bank barrier, 2005, da http://it.wikipedia.org/wiki/Banksy

Banksy, “Mauer-Betlehem”, dipinto realizzato sulla Israeli West Bank barrier, 2005, da http://it.wikipedia.org/wiki/Banksy